venerdì 30 marzo 2012

PHILOSOPHY OF FOOTBALL. Street Football

Bisogna tornare a giocare per la strada.
Johan Cruyff

Potremmo immaginare, come in un coinvolgente promo pubblicitario, che un bimbo sbuchi improvvisamente col pallone tra i piedi dai vicoli stretti dei quartieri di una città della vecchia Europa, inseguito dai compagni di gioco che ha appena dribblato, e sfoghi il suo entusiasmo lanciando il pallone al mare tra urla di vittoria...allora tra la povertà delle favelas la stessa palla è raccolta in un palleggio gioioso da un bambino Sudamericano, qualche gioco di prestigio e abilità, e poi un lancio lungo, fino al lontano Oriente...uno stop di petto, una serie di passaggi stretti e veloci tra bimbi dagli occhi a mandorla, fatti in serie, prima di un nuovo lancio, e l'attraversamento di un altro Oceano...tra i grattacieli del Nordamerica una scuola calcio, una bambina in completo da gioco mette giù la palla, mentre aspetta l'esecuzione di uno schema tattico delle compagne, un cross e un tiro al volo...la palla sorvola il mare infinito, tra i cortili polverosi della terra rossa Africana, nell'ora del tramonto, tra stracci e pali piantati nel terreno come porte, un ragazzo nero la afferra, e la rilancia nella mischia dei suoi compagni, e Amici...
Il calcio giocato dai bambini nelle strade delle città, nelle piazze dei villaggi, nei cortili delle scuole, delle case, delle chiese, nei sconnessi campi di periferia, nei verdi prati delle campagne...il calcio silenzioso dei sobborghi nascosti del mondo...il calcio ovunque ci sia qualche oggetto da prendere a calci...è il gioco più bello che ci sia...e quello che ci portiamo sempre e comunque nel cuore, anche da adulti, che ci commuove, che rimpiangiamo, che ci fa scendere ancora in strada!...La Strada...la strada non è più lo stadio, dove si gioca il calcio fatto a misura del consumare, la strada non è un video, della tv, di internet, della play, dove si gioca un calcio virtuale, la strada non è uno spazio pubblicitario, un negozio, dove si gioca un calcio commerciale...la strada è uno spazio, uno spazio qualsiasi...ma uno spazio Aperto, aperto perché ancora rimasto alla libertà, la libertà del gioco! uno spazio reale! Non è vero che il reale si oppone alla fantasia...la fantasia è il cuore e il sangue della cruda realtà, perché lì la realtà si muove, è un movimento, la fantasia la sua spinta...ciò che è artificiosamente reale è invece costruito e confezionato, è fermo, immobile nel suo stanziare, nelle sue stanze...; la strada non è un palazzo di stanze, è un cammino e un movimento...è una realtà fantastica, non una fantasiosa realtà. E il calcio della strada non è il calcio dei palazzi!
Lo street football non ha nulla a che vedere col noto global football, il calcio delle manifestazioni ufficiali, delle immagini mediatiche, dei prodotti commerciali...il calcio globalizzato con tutte le contraddizioni che si trascina dietro! Perché in strada anche Messi può giocare in difesa, e Nesta essere capocannoniere, perché Nesta esegue un numero da Messi, perché in fondo che importano le magliette che si indossano, la fantasia è più che una regola! E allora capita che la Germania non partecipi quasi mai alla Coppa del Mondo, che l'Athletic Bilbao possa vincere la Champions League, e che l'A.C. Liverpool United domini incontrastato il campionato di chissà che paese; oppure che non si finisca neppure la prima partita perché, capita, le "squadre squilibrate", oppure nelle fasi eliminatorie "piove, finiamo la prossima volta", quando la prossima volta in realtà "Andrea (uno dei più bravi) è ammalato..si cambia torneo!"; capita che i milioni del calciomercato siano "pari e dispari", e ci siano raramente i "bidoni", i più scarsi vanno infatti per ultimi, ovviamente; e capita anche che Lorenzo, il telecronista ufficiale, sia un meraviglioso giocatore, e che Luca riesca a riprodurre il boato della curva che esplode ad ogni goal senza che ci sia un solo spettatore! E poi che importa se si hanno le Adidas o le Nike ai piedi, in fondo il più bravo, "il vincitore è semplicemente uno che non ha mai mollato", e il più bravo lo è anche con le sue scarpe di tela bucate, anche scalzo; ed è anche quello che non vedremo mai nella massime competizioni! Perché il calcio della strada ha una storia diversa dalla storia del calcio...anzi, una storia che cambia di volta in volta, e cambia le sue regole, ogni volta unica; così "più siamo, meglio è", oppure "siamo in pochi, usiamo una porta sola, portiere unico...partita o tedesca?"; portiere spesso rimediato tra i "volontari", raccattato tra i più scarsi, perché se "sei scarso, vai in porta", o ricattato tra gli ultimi "posso giocare anche io? Si, vai in porta!"; che importa infatti il numero di giocatori e i ruoli...pari contro dispari, pari e pari, dispari e dispari..."Stefano deve andare a fare i compiti, giochiamo uno in meno"...e poi cambi volanti, portieri volanti, "io fisso in attacco...tu libero, in tutti i sensi"! che importa poi chi sono i giocatori, certo, magari se "sei antipatico, non ti passo la palla", però se si vince si è tutti contenti, magari bianchi, rossi, gialli o neri è diverso, ma se "la butta dentro" allora ogni ideologia trasmessa dalla falsa cultura cade; che importa della palla...cuoio, plastica, spugna...oppure anche un pallone vecchio, sgonfio e bucato, una bottiglia di plastica, un tappo! che importa il campo...erba, cemento, polvere, pochi metri o centinaia! che importa la porta...due sassi, due stracci, due paletti, tanto che sempre "goal...no, fuori...no, traversa" e la palla dopo mezz'ora di discussioni e misurazioni è ancora là in fondo...o se va bene tre pali senza rete, con rete bucata, con rete normale, tanto i "goal-no goal" ci sono comunque! che importa della partita...uno due o tre tempi, supplementari o rigori, "chi arriva per primo a dieci", oppure il classico "chi segna l'ultimo vince!"...tanto l'arbitro non c'è, non sia mai, e allora "devo andare via", oppure di solito fischia solo sul finire della giornata per dire che "è pronta la cena"; e allora con arbitri del genere spesso "vale tutto", tra simulazioni ingloriose degne del miglior tuffatore, rigori e punizioni inventati, contrasti da incontro di lotta e clamorose ingiustizie; a volte qualcuno si fa male sul serio, a volte ci si prende a parole, a volte anche scatta la rissa...perché spesso non c'è quel astratto fair play a cui si è dovuti ricorrere nel mondo degli interessi, che è in realtà molto far dal play...ma ci sono, al di là di ideologie e immagini trasmesse, amicizie che nascono e altre che non nascono mai, altre che crescono e si rinsaldano, altre ancora che spariscono e si rovinano, com'è il normale corso del mondo, la cruda realtà! Perché nella fantasia della Strada c'è la cruda realtà, una visione del mondo, una rappresentazione della propria esistenza, la vera filosofia del football: dove si lascia parlare la voce degli uomini e dei loro mondi, dove la terra, la più dicente, concede la sua ricchezza e il cielo, sempre diverso, sempre lo steso cielo, racconta dei loro sogni e fantasie, e tra questi, al di là degli edifici della fantasiosa realtà, si ode ancora la voce della strada, la realtà fantastica, di un gioco divino. E chissà allora che non sia già tutto il mondo irrimediabilmente sommerso dal global football, chissà che si possa davvero tornare a giocare per la strada, chissà che quei bambini che giocano festanti in tutte le parti del mondo non siano solo l'immagine di un coinvolgente promo pubblicitario!
Tommy

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