"The Prince of Football".
Julian Ross è uno di quei personaggi che non incontri per le strade o per le piazze, o ai tavolini di un bar, ne, ahimè, su un campo di calcio vero...abita quello spazio labile, sottile, delicato, posto sul crinale del reale, tra la realtà e il sogno...lo spazio della fantasia. Passeggia nella sua semplicità con le mani in tasca, pantaloni chiari e occhiali scuri, foulard e giubbotto di jeans legato solo dal primo bottone...semplice e unico; semplicemente unico, come ciò che sapeva esprimere giocando a pallone: figlio di famiglia aristocratica, esercitava questa nobiltà letteralmente in campo: aristos, il migliore...per eleganza e tocco di palla, velocità e visione di gioco..."il Principe del calcio", così veniva chiamato! Perché era semplicemente unico, come il numero della maglia portato sulla schiena: 14, come Johan Cruyff, di cui ricordava le movenze, a cui era ispirato...perché la fantasia cammina sempre sui confini del reale! E come il campione olandese, il suo stile di gioco era il "calcio totale", senza ruoli, schemi o regole tradizionali, ma come un prisma dinamico di sorprese, scambi, movimenti: così, pur essendo centrocampista offensivo, Julian Ross (alias Misugi Jun) sapeva adattarsi ad ogni ruolo (come Cruyff, fa gli ultimi anni di carriera da libero), leggere e anticipare il gioco con una visione profetica, guidarlo e orchestrarlo come un capitano di grande carisma, dentro e fuori dal terreno di gioco; sul campo, guidava da capitano la Mambo F.C. e da punto di riferimento la nazionale giovanile giapponese, portando entrambe a grandi traguardi: potenzialmente il più forte giocatore giapponese di tutti i tempi, come gli stessi Holly e Bengi hanno dovuto ammettere: "Jun è superiore a me nella velocità del dribbling, nella tecnica e nei passaggi. Ha carisma e riesce a stringere tutta la squadra intorno a sé. I suoi salti e le sue rovesciate sono eccezionali. E per di più è anche malato di cuore..." (Holly)...Già, perché come in tutte le storie di principi, Julian aveva davvero un grande nemico, e implacabile, dentro di sé: una malattia cardiaca congenita - per cui subì anche alcuni interventi che però riuscirono a guarirlo solo parzialmente - non gli permetteva di giocare più che pochi minuti per partita; un principe dal cuore di cristallo, costretto a coesistere coi suoi limiti invalicabili, e fare i conti costantemente con essi. Le sue apparizioni in campo erano come lampi, lampi di classe, tocchi di genio: dieci, venti, trenta minuti a partita gli bastavano a porsi nel cuore del gioco della sua squadra, al centro del campo a illuminare ogni manovra d'attacco, a far vincere qualsiasi partita, e dimostrare a tutti che un Principe è veramente fuori dal tempo; e grazie a questa genialità ha potuto portare la Mambo a giocarsi la finale del campionato nazionale giovanile, dove decise di giocare per rispetto dell'avversario l'intera gara, mettendo a repentaglio la sua stessa vita: pur in condizioni critiche, solo il gol di Holly all'ultimo minuto (5-4) gli fece perdere una partita, infinita ed epica, resa spettacolare dalle sue tattiche, i suoi lampi di classe, i suoi goal! E quando la malattia sembrava migliorare, ecco le avversità, e gli infortuni: come quello che gli ha impedito di partecipare al successivo campionato nazionale, un cattivo fallo intenzionale di Mark Lenders, per metterlo fuori gioco e non far qualificare la sua squadra. Eppure non desisteva Julian, mai: quando venne comunque convocato dalla nazionale giovanile, si reinventò nella sua visione totale il ruolo di libero col numero 6, come Franco Baresi; ed era decisivo anche in quelle occasioni: come quando entrò a cinque minuti dal termine nella semifinale del campionato World Youth contro l'Argentina, rivoltando completamente la partita e segnando il goal decisivo col suo colpo preferito, la rovesciata! La rovesciata, e poi il flying drive shot, il tiro ad effetto, e poi l'eleganza e la velocità dei gesti tecnici e atletici, la visione profetica...un giocatore completo e unico, nonostante la malattia. E se la malattia lo costringeva a lunghe assenze dal gioco, la sua passione lo portava ancora lì, a bordo campo, a star vicino agli amici con la sua leadership, il suo carisma e la sua sensibilità, e affiancare gli allenatori col suo senso tattico e la sua intelligenza, organizzando la fase difensiva di una squadra che senza di lui perdeva comunque il diamante in grado di raccogliere luce e rifletterla ovunque, sopperendo lui stesso a questa mancanza favorendo la concentrazione, l'attenzione e la determinazione dei compagni, guidando l'applicazione della micidiale trappola del fuorigioco. Smise di giocare presto, Julian: una lotta continua e incompiuta tra passione e malattia, tra il desiderio e la realtà, il campo e gli ospedali...lunghi tempi senza il suo amato pallone, l'inevitabile ridimensionamento delle sue capacità, una discesa nelle categorie minori, e poi eccolo a lasciare il calcio giocato per allenare i bambini, aiutarli a inseguire quel sogno che lui non aveva mai potuto raggiungere. Si sa, i Principi sono grandi anche quando possono sembrare sconfitti, e Julian Ross è davvero "il Principe del calcio", dentro e fuori dal campo, nella sua unica semplicità; a qualcuno questo può apparire frivolo, banale, astrattamente ideale...perché di chi più non si parla ci si dimentica, cade nell'oblio, nel buio della scena; tutt'altro, un vero Principe non ha bisogno di star sotto le luci dei riflettori, le luci della ribalta, di riconoscimenti o corone d'alloro, di regni e investimenti...semplicemente è tale per quello che è, per il suo modo di essere, nella concretezza e semplicità di ogni più piccolo gesto quotidiano: una continua sfida a migliorarsi, per dar luce a tutto quello che fa, per rendere nuovo e originale tutto quello che tocca, per attorniare di bellezza e fascino l'intera esistenza: e la vita di Julian è stata sempre unica e lucente anche quando i riflettori su di lui si sono a poco a poco spenti, e illumina la famiglia, la professione, gli amici, i sogni che continuamente rinascono e si alimentano, tutto quello che lo circonda. Ha intrapreso gli studi di medicina, per aiutare a curare i calciatori e gli sportivi che come lui hanno problemi di salute, e si è laureato con grande merito, grazie all'intelligenza, all'impegno, alla profondità con cui sentiva dentro di sé i temi affrontati...è ora dottore ed esercita la sua professione con la stessa passione e nobiltà con cui inseguiva e trattava il pallone, dicono sia un dottore originale, innovativo, alternativo, la stessa unicità che esprimeva sul campo da gioco, le stesse idee illuminate, lampi di genio; si è anche sposato Jun, non con una velina o una ragazza che ruota attorno ai riflettori dello sport e dello spettacolo, e vive di quella luce riflessa, ma con la sua principessa, Emily, la persona che gli è sempre rimasta vicino e che ha saputo illuminare i suoi momenti bui, una persona lucente, come lui: June ed Emily hanno due bellissimi bambini, Johan e Nathan, semplici, come i loro genitori, giocano spensieratamente a pallone e inseguono i loro sogni, senza troppi falsi idoli a gonfiar loro la testa; si potrebbe anche finire dicendo che vivono felici e contenti in un luogo incantevole, perché così è...però è forse anche ora di tornare alla realtà...perché Julian Ross abita semplicemente il regno della fantasia, quella di un vecchio cartone animato, ormai sparito dalle scene, amato da milioni di ex-bambini affezionati a questo ed altri personaggi...ma anche la mia, che questo personaggio amavo più di ogni altro, e ancora mi affascina...Perché la fantasia, appunto, come i Principi, non finisce quando cala il sipario, quando si spegne la tv, quando si cresce e si intraprendono altre strade...cammina sempre leggera sui bordi del reale, anche della mia realtà...e a volte come un breve lampo ritorna, la incrina, e la illumina: passeggia nella sua semplicità con le mani in tasca Julian, saluta, si toglie gli occhiali e mi stringe la mano; allora mi specchio nella sensibilità dei suoi occhi azzurri, nel loro sorriso di amicizia, nella loro luce unica, e nel tono basso e sicuro della sua voce ascolto affascinato le sue parole, visioni profetiche del mio Principe...
...TO BE CONTINUED...










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