Non penso che arriverà il giorno in cui, quando si parla di Cruyff, la gente non saprà di cosa si stia parlando.
Il Profeta coglie segni divini per dire qualcosa anzi tempo, annunciando ciò che ha ancora av-venire. Ma ci sono anche profeti più silenziosi, la cui poesia non abita solo nelle parole, ma anche nei pensieri, nei gesti, nei loro movimenti...Johan Cruyff è uno di questi, è il Profeta del Football, la poesia del calcio. Perché non ci sarà tempo in cui parlando di Cruyff non si saprà di cosa si stia parlando, e tempo in cui il suo nome non verrà ricordato tra i miti divini dell'Olimpo del pallone, come il profeta dell'annuncio del Calcio Totale, il maestro della sua rivoluzione, una filosofia che suscita ancora meraviglia, fascino, avvenire! Un profeta lo si riconosce, quasi da un'aria principesca, di forza, saggezza e autenticità, che lo circonda e marchia sulla pelle un Simbolo, come un numero sulla maglia, 14, originale, unico, di-verso. 14, come l'età del primo campionato vinto con l'Ajax, speciale deroga della federazione olandese al regolamento, una maglia mancante in spogliatoio e la cessione del proprio numero 9. Il 9 ritrovato a Barcellona, è tradizionalista la federazione spagnola e non concede deroghe, ma il 14 rimane sotto l'altra maglietta, come un simbolo, come gli anni che passano prima che il Barca torni a vincere il campionato. E anche quando ormai la maglia vien depositata nella leggenda, quando si ricomincia da casa, dalla panchina, il 14 scandisce i tempi di ogni nuova avventura, come gli anni prima che l'Ajax ritrovi un trofeo internazionale. Vittorie, originalità, classe...da giocatore e da allenatore...un simbolo, un numero, oltre il tempo, nel mito. Il 14 è la Poesia del calcio, la poesia di un corpo in movimento...e ogni poesia lascia solchi indelebili nella memoria, tracce di bellezza e armonia, segni distintivi che non si possono dimenticare. Un profeta intrattiene un legame intimo con la poesia, perché entrambi, in poche parole, gesti, movimenti, dischiudono una Visione del mondo, sono un esercizio della visione. La visione di Johan Cruyff è la via del goal, è il Profeta del Goal come dice un film di Sandro Ciotti: donde veniamo e dove andiamo, così uno sguardo profetico, panoramico, testa alta e occhi dietro la testa, una visione totale del campo, sa leggere il gioco, il fluire dell'azione, e incrinarla verso il suo obiettivo più naturale, la porta avversaria...predire il goal, prima che accada: ovunque, in ogni situazione o posizione del campo, da attaccante a inizio carriera, nel cuore del gioco, negli anni d'oro, da libero, le ultime stagioni; l'incarnazione perfetta di una Filosofia che non ha ruoli predefiniti, regole rigide, schemi tradizionali, ma è scambio, innovazione, imprevedibilità...come ruotasse tutto attorno alla magia creatrice della sfera, il divertimento e l'abilità del tocco di palla, la creatività ("ciò che conviene insegnare ai ragazzi è il divertimento, il tocco di palla, la creatività, l'invenzione") perché "senza possesso palla non si vince" e perché una volta persa "la pressione si deve esercitare sul pallone, non sul giocatore"...è nella semplicità della palla la rivoluzione del calcio totale; una filosofia compiuta da giocatore, dell'Ajax, del Barcellona, dell'Arancia Meccanica, sotto la saggia guida di Rinus Michels, realizzata da manager, con le vittorie da allenatore, con i progetti della Scuola dell'Ajax o della Cantera del Barca, perché, si sa, un profeta getta le basi del futuro, e la sua visione è uno sguardo concreto e ancora av-venire, una filosofia compiuta e ancora da compiere; una filosofia dove il bel gioco si lega al valore aggiunto del campione, perché "la creatività non fa a pugni con la disciplina", perché ogni tattica o strategia ha bisogno del suo magico interprete, si chiami Cruyff, Van Basten o Messi, perché fondamentalmente ogni filosofia nasce dalla poesia. Ed è Poesia quella del profeta del Football, di Johan Cruyff, una poesia del Corpo in movimento; fatta di Velocità, non solo un'abilità fisica ("la velocità è spesso confusa con l'intuito. Quando parti prima degli altri, sembri più veloce!"), perché la velocità è una visione del pensiero, leggere in anticipo ciò che accade o può accadere, e partire prima; partire spesso lontano, distante dalla porta e tagliare in due la difesa avversaria, come prendersi un rigore al primo minuto di una finale mondiale, senza che gli avversari tocchino palla; fatta di Tecnica delicata, un tocco di palla sublime, che abbinato alla velocità diventa un dribbling imprendibile, di colpi speciali, marchi di fabbrica che rimangono unici e indelebili, come la Cruyff-turn che lascia sul posto l'avversario, il passaggio col tacco, il cross d'esterno; di Coordinazione eccezionale, l'equilibrio di un dribbling, un controllo volante a seguire, l'elevazione di un colpo di testa o di uno stop, come uno dei più bei goal della storia del calcio, un volo in acrobazia ad altezza vertiginosa, in spaccata col piede dove altri non arrivano di testa; di Genialità, assist e passaggi unici, tocchi sotto e pallonetti, giocate inaspettate, come un rigore battuto con tocco al compagno! Poesia di un corpo, cenni divini di un Profeta del pallone, di un calcio che fu, e rimane ancora, nella memoria, di un calcio che è stato e non è ancora, che dispiega un mondo come una filosofia futura: perché nessuno sarà mai ciò che è stato Johan Cruyff, ma Johan Cruyff è anche una visione profetica, di ciò che deve ancora essere...
Tommy










1 commenti:
Poesia di un corpo, cenni divini di un Profeta del pallone, di un calcio che fu, e rimane ancora, nella memoria, di un calcio che è stato e non è ancora, che dispiega un mondo come una filosofia futura: perché nessuno sarà mai ciò che è stato Johan Cruyff, ma Johan Cruyff è anche una visione profetica, di ciò che deve ancora essere...
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